martedì, 11 luglio 2006

Sono stanco ma devo fare delle cose.

Ho bisogno di una vacanza, ma di una vacanza operativa.

Agogno un bel bagno amniotico, ma vorrei farlo da sveglio.

Vorrei andare a mare, un mare di caffeina...

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martedì, 15 novembre 2005
Raccontiamo ai nostri bambini di lupi terribili in boschi incantati, di streghe rinchiuse in antiche dimore, di uomini neri e babau e mostri di ogni genere. Li spaventiamo e li proteggiamo dalle loro paure. Poi aspettiamo qualche anno e riveliamo loro che non esiste nessun mostro sotto il letto o nell’armadio, li rassicuriamo che sono solo storie, li invitiamo a non avere paura, sussurriamo loro che sono troppo grandi per credere a queste cose, robe da poppanti. Ma i bambini sono cresciuti e ora sanno improvvisamente che la menzogna dei genitori non era la prima ma la seconda, sanno che esiste l’uomo nero, il babau e qualunque mostro alla cui esistenza si vuol dar credito, sanno che solo chi crede a queste cose può dirsi uomo e hanno paura.
 
I fratelli Grimm sono due ex-bambini, due quasi uomini a cui è stato rivelato che le streghe non esistono. Il film di Terry Gilliam racconta di come scopriranno di sbagliarsi diventando grandi.
Come spesso nei film di Gilliam  la produzione simbolica è ricca ed efficace, nella fattispecie, elemento principe parrebbe “lo specchio”, antonomasia della menzogna nonché trucco di scena più volte utilizzato nel film stesso, vedi la scena della interminabile tavolata di nobili francesi.
A livello testuale la “fabula” offre diversi spunti per lo humor nero del regista riuscendo a incastonare tra un nucleo narrativo e l’altro brillanti messe in scena delle favole più note a cui è legato il nome dei Grimm.
Matt Damon fa il suo lavoro così come la indiscutibile bellezza della incantevole strega Bellucci. Una spanna sopra tutti troviamo Peter Stormare, indimenticabile nel ruolo del torturatore italiano.  

Favoloso!

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martedì, 18 ottobre 2005

Viavia che le cose procedono si hanno più cose da raccontare, questo pensavo mentre latitavo dal blog ma la realtà è che per lo più ho scritto. sostituire la scrittura con la scrittura, niente di più facile però raccontarvi ciò che scrivo avrebbe poco senso. talmente poco che varrebbe forse la pena di scrivere collateralmente qulacosa d'altro di cui parlare sul blog. perché non scrivere direttamente sul blog, allora? perché non voglio sporcare il monitor di sangue. perchè quando ci si sventra per macchiare un foglio bianco con l'impronta delle proprie viscere lo faccio da solo. non voglio che nessuno mi guardi...o se proprio vuole che almeno sia un chirurgo o, giuro, mi faccio pagare!

cmq un accenno ve lo do gratis:

sono felice.

 

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lunedì, 12 settembre 2005

E va bene, eccomi qui, ci sono, ok? Facevo solo finta. Facevo finta di non esserci. Mica qui si può appendere il cartello TORNO SUBITO! Nessun cazzo di cartello qui sui blog, allora ho pensato, ora faccio finta di non esserci e vediamo cosa fanno Homer e gli altri... Come se io fossi Bo e voi foste homer e gli altri. Eh sì, cari voi, vi ho spiucchiato, senza malizia, sia chiaro, e mi siete proprio piaciuti. Ho spiucchiato anche un po' me, a dire il vero. Ce n'è di tempo tra uglio e agosto. Insomma, ho spiucchiato me che spiucchiava voi e mi sono sorpreso a volervi un po' bene. Ma non montatevi la testa, ok? Questo post è un po una confessione dovuta, dai a Cesare quel che è di Cesare, sapete... ma anche l'inizio di qualcosa, perché, non so se ve ne siete mai accorti, ma l'estate è l'unica stagione che finisce: le altre si limitano a passare senza troppo chiasso, l'estate finisce. Tu hai appena disfatto il presepe che ti ritrovi all'improvviso con il naso chiuso da un ammasso di schifezze volanti e starnutògene, hai appena comprato una scatola di firstamin in farmacia che ti invitano a un falò sulla spiaggia. e a quel punto, che credi di aver capito tutto e già t'aspetti di risvegliarti in pieno autunno...  zak! Finisce l'estate. Sei in un punto dell'anno che non è nulla; non è estate e non è autunno, è la fine dell'estate: per la prima volta non un periodo più o meno di passaggio, un momento ben preciso. la fine. Beh, ragazzi miei, la fine dell'estate fa schifo, giuro, ma sta volta voglio raccogliere il benaugurante punto di vista di clem-clem e risolvere la faccenda una volta per tutte. Facciamo che per una volta questa non sia la fine dell'estate ma l'inizio dell'autunno. Per questa stagione il mio proposito (rispondo al post di clem) è questo: che nulla abbia mai più fine. D'ora in poi solo inizi sfavillanti e birra per tutti! MOE'S riapre...

e non chiude più.

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martedì, 09 agosto 2005

Latito da un pezzo, lo so, ma spero che anche voi vi siate concessi di latitare e che la vostra latitanza, come la mia, sia azzurra, liquida, limpida, cristallina, salata, "riflessiva", schiamazzante.

E voi? che fate in questi giorni? uggia molle e divanosa o turismo attivo e militante?

vi abbraccio tutti! 

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lunedì, 04 luglio 2005

L'altro giorno, leggiucchiando un numero di "Vanity fair", cioè scorrendo gli articoli alla velocità della luce attento a fregare la scritta alla fine del pezzo che prevedeva 3 min. come tempo di lettura medio, e attento soprattutto a non far scivolare giù dalle mie ginocchia nude la rivista,  cosa ti leggo? Ti leggo un frasetta, due righe di quelle pregne che per poco non cadevo sul piastrellato.
Ve la voglio somministrare, quella frase. Perché ho idea che sia dannatamente attuale e quindi utilissima.


Chi disprezza i piccoli passi, declamando la  necessità delle rivoluzioni, spesso cerca solo alibi al proprio far nulla.
(Gad Lerner)

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mercoledì, 22 giugno 2005
Vorrei vivere....
anzi, basta con i vorrei, diciamo allora che tutto ciò che farò d'ora in poi,  compresa la scelta dell'angolo d'oscillazione del mio ciondolare, quando ciondolo,  sarà indirizzata al  momento in cui si realizzerà il mio personale "dove vorrei vivere" per cui  ricominciamo a bomba!
Vivrò in un luogo nel quale la gente non si abitua alle cose belle ma solo a quelle brutte. un posto in cui tutti si abituano subito alle cose brutte.  Dove si può fare tutto ciò che è possibile pensare di fare, ma dove non è possibile  pensare di fare cose che non siano belle.Dove il cielo cambia colore tutti i giorni, dove non ci sono solo il giorno e la notte, ma anche il medionte e il sezzante nei quali la luminosità di pianeti dai nomi esotici tende all'oro e allo smeraldo.Dove la cacca dei cani è di cristallo e le scarpe (comodissime) pneumatiche. Dove pestare una cacca vuol dire bucare ma ciò non ti impedisce di proseguire, dove ogni volta che si buca arriva un pupazzo di zucchero filato a darti una mano e tu puoi scegliere se mangiarlo o lasciarlo fare. dove se lo mangi diventi un pupazzo e il ciclo prosegue.
Facciamo che io ero un vigile che controlla i confini e vieta l'accesso ai portatori di guai. e facciamo che voi eravate quelli che volevate essere....
Chi sareste?
Pregasi immaginare!

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martedì, 14 giugno 2005

Chi incita a non votare commette un reato.

Esistono due leggi, l'art 98 del Dpr. 30 marzo 1957 n°361 e successive modifiche Titolo VII, relativo alle elezioni alla Camera e al Senato e la legge del 25.5.1970 n. 352 che estende l'art. 98 ai referendum, che puniscono la propaganda astensionista se fatta da persone che ricoprono un incarico pubblico o da ministri di culto.
La pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni.



Meditate gente, meditate!

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martedì, 07 giugno 2005

Allora, eccoci qua. Questo post è un post sull'amore e sul sesso. Non vi mando a dire che si tratta di una trappola: chi ci vuole cascare può farlo lasciando il suo commento. Ma bando alle confessioni: Volete sapere il segreti di uomini e donne? eccovi alcune semplici regole:

1 Le donne vogliono che piacciate ai loro amici, e soprattutto alle loro "amiche" cercate di essere divertenti.

2 Le donne non vogliono essere in cima alle vostre priorità, non fatevi fregare. anche quando piagnucolano che per voi contano meno del lavoro o dello studio o degli amici...questo è quello che vogliono! Appena le mettete in cima alla lista si stancano e vi mollano.

3 Le donne vogliono comunque essere amate. L'aspetto sessuale se ben gestito può essere più che sufficiente.

4 Le donne amano gli uomini decisi. Millantate più che potete idee chiare, intenzioni pronte, soluzioni per tutto e senso dell'orientamento. le donne vanno matte per il senso dell'orientamento.

 

- Uomini -

noi uomini siamo molto meno complessi ma le donne non rinunceranno mai a credere nella nostra complessità. in realtà fanno di sé stesse misura di tutte le cose ed ecco che anche noi risultiamo incasinatissimi. Alcuni di noi tendono a perdersi nelle trame intricate delle donne e cominciano parlando con loro a  perdere certezze, balbettare, dimenticare le proprie ragioni. Si tratta di un abominio linguistico diffusissimo. accade che le donne utilizzino categorie di pensiero estranee alla logica cui siamo abituati. Accade che il più semplice sillogismo venga spazzato via da nuove categorie e nuove meccaniche di pensiero.

Un esempio:

Lui (alla fine di una accesa discussione): e perché?!

Lei: perché è così!

Lui si gira e se ne va e lei: ecco lo vedi con te non si può discutere che subito te ne vai!

La soluzione non sta nello scoprire il perché di certi modi ma nell'imparare pedissequamente dei "come".

Esempio: io di fronte al suo "Perché è così" avrei detto qualcosa del tipo : "nbkujcyhgktid e ora come la mettiamo?"

Vi assicuro che funziona! ma non tergiversiamo e proseguiamo. Dunque, noi uomini:

1 Siamo facili, cioé siamo a botta sicura, non state lì a chiedervi ci starà non ci starà provateci e basta. Se il vostro intento è di carattere sentimentale oltre che sessuale invece provateci lo stesso, siamo a botta sicura, ci penseremo poi a come gestire le vostre esigenze.

2 Spesso capita di parlare con donne che non hanno capito se sono apprezzate o meno da un uomo. se non l'avete capito non siete apprezzate, abbiate pazienza, quando lo siete lo facciamo capire sempre, se poi vi piace restare appese alle speranze del non esplicito sono fatti vostri. NB se qualcuno pensa che questo punto contraddice il precedente ha ragione ma come dice W. W. ci contraddiciamo perché conteniamo moltitudini.

3 Se qualcuna si chiede come mai il suo uomo dica di amarla ma non glielo dimostra mai, la risposta è : mente! Noi uomini non siamo quello che diciamo ma qullo che facciamo. tra uomini infatti le parole non contano poi siete arrivate voi e avete complicato le cose.

4 Questa è fondamentale, spesso le donne tendono a fare cose incredibili per un uomo che piace loro. Smettetela! nessun uomo vorrebbe accanto una pezza da piedi. mostrate a chi volete conquistare il meglio di voi. ma non il meglio di voi nei suoi confronti, il meglio di voi da sole, in assoluto. Cercate di brillare di luce propria e non riflessa. Una donna che non si fa spezzare le gambe da un sentimento è una donna da amare! E non fate finta di stupirvi che per voi è lo stesso!

  Fine.

ok, io mi sono divertito ho scherzato e sono stato ironico ma in mezzo alle sciempiaggini c'era qualcosa di vero. vero?

 

P.S.

Volevo lasciare un brevissimo vademecum per i maschietti in difficoltà: se proprio non comprendete un comportamento di una donna eccovi quattro paroline gentili, state pur certi che la soluzione sta in una  di questi fattori o nella combinazione di due o più fattori:

Gelosia, Invidia, (senso del) Possesso, (senso della) Competizione.

Bye!
; )

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lunedì, 30 maggio 2005
Certe volte quando vado in giro mi piace tutto perché mi pare che ci sono tutti i colori e che le cose senza colore non hanno importanza. Certe volte le strade e i tombini e il cielo di piombo e il fumo delle macchine non hanno importanza, quello che è grigio non ha importanza e io non lo vedo. Certe volte cammino  per una città senza importanza che non ha strade e non ha cielo sospeso nel nulla multicolore della gente che veste di rosso giallo e blu. Quelle volte prendo un cono rossofragola e un autobus giallosole guardo le cose colorate e sento gli odori colorati e se pure l'edicolante non indossa espressioni ben tinteggiate e se pure il controllore è tutto grigio e se pure i sorrisi sono pochi e fuori piove senza colori io so che ogni pozzanghera nasconde un arcobaleno.

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